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Problema Acne

Alcuni consigli per uscire indenni sia "dentro che fuori" da questa difficile epoca della vita

La società sta cambiando con un ritmo così vertiginoso che ogni innovazione tecnologica appare superata dopo pochi mesi. Questa rapida evoluzione contribuisce ad aumentare il divario fra le generazioni. Se fino a dieci anni fa gli interessi principali degli adolescenti erano il calcio, i cantanti e lo stare insieme adesso sono esperti navigatori in internet, abilissimi utilizzatori di telefonini e tecnologia elettronica. L'abisso culturale e di pensiero presente fra genitori e figli rende difficile la comunicazione e può condurre a problematiche serie e fin troppo attuali. Gli adulti (giovani di ieri) non si riconoscono nei giovani di oggi così che l'unico punto in comune fra l'adolescenza di 20 anni fa e quella attuale, sembra essere la lotta contro i brufoli. Non avendo la competenza per dare consigli di psicologia familiare ci limiteremo ad affrontare il problema acne che è molto diffuso ed in parte sottovalutato per le ripercussioni psicofisiche che può comportare. Infatti ancora oggi il 70-80% dei giovani fra i 13 i 20 anni soffre di brufoli . Tutti si sentono autorizzati a dare un consiglio, la pubblicità sui giornali o televisiva presenta prodotti "miracolosi", altri invece affermano che l'acne non si cura. Opinioni così diverse finiscono col creare una grande confusione in chi si trova a lottare con questo nemico. Innanzitutto bisogna sapere che l'acne è una infiammazione cronica delle ghiandole sebacee (che producono il grasso sulla pelle), le cui cause sono molteplici e non del tutto conosciute. Sicuramente entrano in gioco fattori genetici, nel senso che si eredita un tipo di pelle più suscettibile all'acne; forse non tutti sanno che i giapponesi e le popolazioni orientali sono meno colpite dai brufoli rispetto a quelle occidentali. E' importante anche la componente ormonale, infatti i foruncoli si manifestano soprattutto nel periodo della pubertà mentre nella donna è frequente un peggioramento premestruale. L'acne è anche provocata da un germe (Propionibacterium Acnes) che si trova nella ghiandola sebacea e che, liberando particolari sostanze, causa un processo infiammatorio con la conseguente comparsa delle pustole. Recenti studi hanno evidenziato come l'alimentazione ed in particolare alcuni cibi in passato proibiti in chi soffriva di acne non abbiano importanza nello scatenare le lesioni. Invece non dobbiamo trascurare il ruolo svolto dalla componente emotiva e dallo stress, quali fattori aggravanti il quadro clinico. E' esperienza comune notare un peggioramento dell'acne prima di un compito in classe o in seguito a tensioni familiari o lavorative. Inoltre la presenza dei brufoli proprio perché visibile, è un evento antiestetico, tale da rendere difficili i rapporti interpersonali. Il forte travaglio psicologico che ne consegue può quindi aggravare e prolungare la durata delle lesioni. Non è vero che i brufoli non si curano e che le terapie siano spesso inefficaci od inutili. Questa convinzione nasce in persone che abbiano tentato di curare l'acne da sole, magari fidandosi dei consigli del compagno di banco o della pubblicità televisiva o su stampa. Spesso il limite di queste terapie "artigianali" dipende dalla incompletezza dei consigli dati, dalla inesatta strategia terapeutica (tempo di cura, posologia) e dalla limitata efficacia dei prodotti impiegati. Oggigiorno l'acne può essere curata in modo efficace attraverso terapie locali e sistemiche di potenza crescente, che lo specialista è in grado di prescrivere in base al quadro clinico. Il dermatologo ha molte frecce al suo arco per affrontare il problema dei brufoli: dai detergenti ad azione disinfettante e sebonormalizzante a quelli che favoriscono l'apertura dei comedoni, dagli antibiotici topici ai retinoidi (sostanze in grado di rimuovere gli strati superficiali della pelle) per uso locale, dalla terapia antibiotica per via sistemica a quella ormonale (nella donna), fino alla isotretinoina. Quest'ultimo è un farmaco molto potente in grado di risolvere, in modo pressochè definitivo ed in pochi mesi, l'acne anche grave e resistente alle normali terapie. Questa cura però deve essere prescritta solo in casi selezionati, sotto stretto controllo medico e rispettando un preciso protocollo terapeutico. L'acne dunque può essere vinta, occorrono però tenacia e pazienza infatti le cure devono essere costanti e prolungate nel tempo. Soltanto una stretta collaborazione fra paziente e dermatologo consente di individuare le strategie terapeutiche più adatte superando il problema nella maggioranza dei casi. E' importante inoltre sfatare alcuni luoghi comuni ed idee preconcette sull'acne che sono sostanzialmente errate. Come ricordato in precedenza nessun cibo è responsabile dell'acne; nemmeno il cioccolato e i salumi sono in grado di provocarla. Possono semmai aggravare, infiammandole le lesioni già presenti. L'abbronzatura sia naturale che artificiale, non è il rimedio "lampante" dell'acne. I raggi ultravioletti non guariscono i brufoli; tuttalpiù li mimetizzano temporaneamente. Ed ancora non è vero che i foruncoli vanno forati con un ago e schiacciati (si rischia così gli esiti cicatriziali) così come non è vero che le ragazze non devono truccarsi (è preferibile usare prodotti non comedogenici). Spero che queste semplici consigli possano aiutare ad affrontare meglio il problema dell'acne che non deve comunque essere sottovalutato. Infatti i brufoli compaiono durante l'adolescenza che è di per se un periodo difficile della vita. I ragazzi e le ragazze di questa età devono affrontare numerosi cambiamenti, abituandosi a vivere in un corpo diverso da quello conosciuto. Cambia il tono della voce, cresce la peluria, si delineano le diversità tra i sessi. E' facile sentirsi estranei in un involucro che ci separa da un mondo spesso vissuto come ostile. Gli adolescenti si trovano, più o meno improvvisamente, a sembrare adulti senza il potere contrattuale che gli adulti hanno: gli adolescenti infatti dipendono sia economicamente che psicologicamente dai genitori, dai quali spesso si ribellano per iniziare la "guerra di indipendenza" che ha come scopo finale la conquista della libertà. Ritrovarsi con il viso coperto di foruncoli può quindi in un certo senso aiutare a nascondersi ed a ritardare il desiderato e temuto contatto con il nuovo da affrontare ed esprimere, nello stesso tempo, la paura del cambiamento. Ecco allora che è importante parlarne con gli amici, i familiari, ed anche con il medico a cui si è deciso di affidare la pelle. I genitori e lo specialista a sua volta devono imparare ad ascoltare, senza affrettarsi a dare giudizi, consigli o terapie. Il comunicare le proprie ansie e difficoltà a persone capaci di condividere, può realmente aiutare ad uscire indenni, sia "dentro che fuori", da questa difficile, quanto affascinante epoca della nostra vita.

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