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Macchie e inestetismi, la soluzione si chiama laser

Via le macchie scure con il Laser Revlite

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un crescente interesse per la cura del corpo ed in particolare della pelle, che rappresenta il “naturale biglietto da visita” nel rapporto con gli altri.
Non c’è dubbio che uno degli inestetismi più diffusi e difficili da mascherare sia la neoformazione di chiazze scure. Infatti le macchie della pelle sono un problema estetico molto diffuso, che affligge migliaia di persone nel mondo. Clinicamente si presentano nelle zone fotoesposte (volto, mani, avambracci, gambe, scollo, spalle) come chiazze di forma e dimensione variabili, a limiti netti o sfumati, con colore che può mutare dal marrone chiaro a quello scuro, fino al nero. Nella maggioranza dei casi si tratta di lesioni benigne provocate da una aumentata concentrazione locale di melanina.
Le cause sono molteplici, da una predisposizione genetica presente ad esempio nelle macchie caffèlatte e nelle lentiggini, all’età come nel caso delle macchie senili che compaiono negli anni sul dorso delle mani. 
Altre possibili fattori scatenanti sono le alterazioni ormonali, ad esempio nel cloasma che interessa il volto delle donne in gravidanza o durante l’assunzione della pillola e i vari processi infiammatori della pelle, come le pigmentazioni che insorgono dopo una scottatura o in seguito a fenomeni acneici.
Tutte le pigmentazioni cutanee, indipendentemente dalla loro causa, sono aggravate dall’esposizione solare; ecco perché insorgono e si rendono evidenti soprattutto dopo l’estate. Pur essendo lesioni non pericolose rappresentano un’importante problema estetico, poiché si localizzano in zone visibili e difficili da camuffare. Le terapie finora utilizzate per eliminarle, dai vari peeling chimici alle creme contenenti depigmentanti, dalla dermoabrasione alla crioterapia sino ai primi laser di uso chirurgico (Co2, Erbium:Yag) hanno dato risultati deludenti. Sono infatti trattamenti aspecifici che insieme al colore possono danneggiare la cute sana, con conseguente alto rischio di effetti collaterali (cicatrici, atrofia, ipopigmentazioni, rapide recidive).
Il continuo progresso della tecnologia laser consente però oggi di risolvere questo fastidioso problema, grazie all’avvento di strumenti molto sofisticati che eliminano in modo selettivo le pigmentazioni della pelle senza danneggiare la cute sana circostante. Uno dei laser più efficaci e sicuri è il Q-Switched Nd:Yag Doubled Frequency (Medlite C6) che produce una luce di 532 nm di lunghezza d’onda, sottoforma di impulsi di elevata energia e brevissima durata. Questo raggio è in grado di attraversare la pelle senza danneggiarla, eliminando in modo selettivo l’accumulo di melanina che provoca la macchia. Il trattamento inizia con un colloquio fra dermatologo e paziente per evidenziare le variabili che possono influenzare il risultato finale (sede e età di insorgenza della macchia, profondità ed estensione della lesione, precedenti terapie ecc.). Successivamente si passa ad esaminare la pigmentazione con il videodermatoscopio e/o lo spettrofotometro, così da confermare la natura benigna della lesione. Infatti in caso di dubbio diagnostico è meglio asportare chirurgicamente la macchia facendone l’esame istologico.
Se non ci sono controindicazioni si esegue la seduta laser durante la quale la macchia acquisisce un transitorio colore biancastro (per un effetto ottico transitorio), seguito dalla formazione di piccoli ematomi colore porpora che regrediscono senza esiti nell’arco di 5-6 giorni. Successivamente si forma una crosticina superficiale che cade spontaneamente in 48-72 ore lasciando la cute intatta e senza più la macchia.
Nella maggior parte dei casi il trattamento è indolore o si avverte un fastidio minimo, paragonabile ad un colpo di elastico sulla pelle. 
La presenza di un sistema di raffreddamento cutaneo rende comunque la terapia confortevole ma, se necessario, può essere applicata una crema anestetica che elimina ogni sensazione. Subito dopo la seduta la pelle si presenta arrossata (come nell’eritema solare) e talora compare un lieve gonfiore (tipo pinzatura di insetto); il tutto si risolve in poche ore.
La terapia post-operatoria è semplice e consiste nell’applicare una crema antibiotica per alcuni giorni e uno schermo solare per qualche mese. Le pigmentazioni più piccole e/o superficiali scompaiono con una sola seduta, invece se sono presenti lesioni più grandi, numerose e/o profonde possono essere necessari più trattamenti (di media due distanziati fra loro di circa 1 mese) per eliminarle completamente.
I risultati clinici migliori si ottengono nelle macchie scure che colpiscono il volto, le mani ed il tronco, mentre più difficile è il trattamento del cloasma. Bisogna tenere presente che l’intervento laser (ambulatoriale e della durata di circa 20 minuti) viene eseguito sulle pigmentazioni presenti al momento ma non agisce sulle cause che le hanno provocate; non si può perciò escludere la comparsa, a distanza di tempo, di nuove chiazze.
L’estrema efficacia clinica, tollerabilità e sicurezza del laser Q-Switched Nd:Yag doubled frequency consentono però di effettuare trattamenti periodici così da essere sempre liberi dalle macchie. Il laser è sicuramente una delle principali innovazioni in medicina ed in particolare in dermatologia, dove consente risultati clinici particolari e impensabili solo fino a qualche anno fa ma non è una bacchetta magica e sopratutto necessita di operatori esperti.
Infatti solo una corretta selezione delle lesioni da trattare, l’utilizzo di strumenti tecnologicamente avanzati e la scelta dei giusti parametri operativi consentono di sfruttare al meglio le grandi potenzialità e gli eccellenti risultati clinici che il laser attualmente garantisce nel trattamento delle macchie scure della pelle.

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