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L'obesità: occhio al centimetro

L'obesità non rappresenta solo un problema estetico ma soprattutto un problema per la nostra salute. Essa sta assumendo i caratteri di una vera e propria epidemia mondiale che colpisce tanto i bambini quanto gli adulti. Attualmente si stima che nel mondo occidentale almeno 300 milioni sono gli obesi e più di un terzo dei bambini sono in sovrappeso. Molte sono le ripercussioni in negativo sul nostro organismo a cominciare dai problemi cardiovascolari come infarto, ipertensione, ictus, scompenso, diabete senza dimenticare quelli sull'apparato osteoarticolare e respiratorio conseguenti ad un effetto propriamente meccanico.
Il grasso corporeo, ed in particolare quello a distribuzione addominale, rappresenta un vero e proprio organo endocrino metabolicamente attivo dove vengono sintetizzati e rilasciati in circolo tutta una serie di sostanze che interferiscono con l'omeostasi cardiovascolare. Il grasso in eccesso si associa ad aumentata produzione di acidi grassi liberi, iperinsulinemia ed insulino-resistenza, ipertensione e dislipidemia con evidenti ripercussioni sul rischio di andare incontro ad un problema serio per la nostra salute. Ma più dei chili dovremmo preoccuparci dei centimetri. Una semplice misurazione quale quella del giro-vita ci permette di avere un idea del rischio che si corre con i chili in eccesso. La circonferenza della vita è ormai considerata un parametro importantissimo per la stima del rischio cardiovascolare. Si considerano valori soglia 102 cm per l'uomo e 88 cm per la donna oltre i quali è raccomandata fortemente una riduzione del peso per ridurre il rischio di un infarto o un ictus. Una restrizione dell'apporto calorico ed una moderata attività fisica costituiscono l'approccio fondamentale per regolarizzare il peso. Gli effetti benefici dell'esercizio fisico possono manifestarsi prima di quelli che derivano dall'allenamento andando ad influenzare il metabolismo del tessuto adiposo addominale prima che si sia verificato il calo ponderale. La dieta a basso contenuto di grassi è considerata l'approccio standard ai fini di un calo ponderale (il consumo totale dei grassi non deve superare il 25-35% dell'apporto energetico totale) ed anche una dieta a basso contenuto di carboidrati è determinante per una correzione del peso con effetto positivo anche su trigliceridi e colesterolo-HDL. Da non dimenticare l'importanza anche di una riduzione del consumo di bevande alcoliche (tutti sappiamo il notevole apporto calorico fornito dall'alcol). Risultati meno soddisfacenti si ottengono con la terapia farmacologica molto spesso gravata da importanti effetti collaterali.

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