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La sindrome dell'apnea ostruttiva nel sonno

La sindrome dell'apnea ostruttiva nel sonno è una malattia molto seria anche se poco conosciuta. Una volta definita come malattia dei grandi russatori se ne ha traccia nella letteratura inglese del 1800 quando Dickens descrive un personaggio con caratteristiche che sembrano prese da un trattato di clinica medica. L'obesità, l'abitudine a russare durante la notte e la sonnolenza diurna (proprio come Joe, il personaggio descritto da Dickens nel suo "Circolo Pickwick") sono i segni che fanno pensare a questa sindrome. Per ritornare a questioni più propriamente scientifiche l'apnea (cioè la cessazione della respirazione spontanea per pochi secondi) provoca un mancato flusso di aria ai polmoni con conseguente caduta dei valori di ossigeno ed aumento dell'anidride carbonica nel sangue. Lo sforzo per cercare di inalare aria contro l'ostacolo delle vie aeree provoca la vibrazione dei tessuti molli del tratto oro-faringeo (che si esprime col russamento, fenomeno ancor più evidente nelle persone obese con accumulo di grasso nel collo). In una notte il numero delle apee può anche superare le 50 volte. Tra un'apnea e l'altra si possono sentire rumori grossolani da russamento e i ripetuti micro-risvegli, a cui vanno incontro tali pazienti, rendono il sonno stesso frammentario con perdita della reale funzione di riposo (questo spiega la sonnolenza diurna).
I risvolti clinici che derivano dalla ipo-ossigenazione notturna cronica sono molteplici e sono rappresentati principalmente da un effetto favorente l'ipertensione e le aritmie; vi è un aumentato rischio di andare incontro ad infarto del cuore, ictus e scompenso cardiaco. Inoltre sembra che vi sia anche un effetto favorente la comparsa del diabete. La sonnolenza diurna può avere conseguenze facilmente immaginabili (sopratutto aumento del rischio di incidenti automobilistici).
La sindrome può manifestarsi in tutte le età ed è più frequente nel sesso maschile generalmente in soggetti ipertesi ed obesi spesso anche con anormalità anatomiche a livello del naso o della gola. Il 4% di uomini e il 2% di donne nella popolazione generale presentano un elevato numero di apnee per notte e di conseguenza circa due milioni di italiani potrebbero soffrire di questa malattia anche se solo in una esigua minoranza fino ad ora è stato possibile avere la certezza diagnostica. 
Nel corso di un episodio di apnea ostruttiva gli sforzi respiratori divengono progressivamente più intensi, senza che però le vie aeree riescano a riaprirsi, fino a quando il sommarsi degli stimoli derivanti dalla mancanza di ossigeno e dall'incremento della concentrazione di anidride carbonica nel sangue determina la comparsa di un "micro risveglio" a cui si associa un brusco e forte aumento di attività dei muscoli dilatatori delle vie aeree superiori e quindi la ripresa del respiro, intenso russamento, aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. 
In molti casi, il consumo di bevande alcooliche (o di farmaci tranquillanti) prima di dormire, aumentando lo stato di flaccidità muscolare, rendono più difficile i micro-risvegli che interrompono le apnee e portano ad un notevole incremento sia del numero delle apnee che della loro durata.
La certezza della diagnosi e soprattutto la valutazione della gravità del quadro clinico necessitano tuttavia di un esame specialistico ed estremamente complesso: la polisonnografia. Si tratta di un esame non invasivo che viene effettuato durante tutta la notte e che consiste nella registrazione continua e simultanea, attraverso una serie di elettrodi posti sulla cute, di tutti i parametri cardiaci, respiratori, dello stato di ossigenazione del sangue e della attività cerebrale al fine di determinare se le apnee ci sono davvero, quali alterazioni eventualmente comportano al livello dell'apparato cardio-respiratorio e sulla qualità del sonno e come, di conseguenza, possano essere curate. 
La terapia specifica consiste nell'utilizzo di una maschera che funziona come pompa a pressione positiva continua nelle vie aeree; l'aria sospinta dall'esterno consente di superare il blocco delle vie aeree che ostacolano la respirazione. Con questo apposito dispositivo attraverso la riduzione del numero delle apnee notturne si è osservato una diminuzione della pressione arteriosa sistemica e delle aritmie. Naturalmente è necessario che tali pazienti diminuiscano il loro peso se in eccesso.

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