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La dimensione spirituale della medicina

Una sfida per la medicina del III millennio

Numerosi studi scientifici stanno confermando l'esistenza di una stretta correlazione fra benessere psicologico e salute fisica. In particolare sembra che lo stress, inteso non solo come l'insieme delle sollecitazioni negative a cui si è si è sottoposti quotidianamente, ma anche come condizione emotiva in cui non si è in grado di far fronte ai normali eventi della vita, danneggi i meccanismi immunologici deputati alla difesa dell'organismo. Sappiamo infatti che forti e prolungate situazioni di tensione psicologica favoriscono l'insorgenza di disturbi cardiocircolatori (ipertensione, aritmie, infarto, ictus), gastroenterici (colite, ulcere), cutanei (prurito, eczemi, psoriasi, vitiligine), ma anche il decorso di neoplasie o patologie autoimmuni. Ma se è vero che una tensione psicologica negativa può indebolire il sistema immunitario è anche probabile che  situazioni di stress positivo, nel senso di forti e appaganti esperienze di tipo psicologico possano innescare un processo immunitario, in grado di contrastare l'insorgenza e l'evoluzione di molte patologie. Alcuni anni fa una delle più importanti riviste di oncologia, Annals of Oncology, ha pubblicato uno studio sulle regressioni spontanee dei tumori maligni. Per regressione spontanea si intende la scomparsa completa o parziale, temporanea o permanente di ogni segno di malattia neoplastica, in assenza di qualsiasi cura medica nota. Nella letteratura medica internazionale sono riportati alcuni esempi, ben documentati, di completa risoluzione spontanea di tumori maligni.  In alcuni casi la regressione della malattia è avvenuta dopo forti esperienze di tipo psicologico e/o spirituale. Alcuni scienziati pensano che questo fenomeno straordinario sia dovuto all'azione combinata di più apparati: la psiche, il sistema nervoso, quello endocrino (che produce gli ormoni) e quello immunitario (deputato alla difesa naturale del nostro organismo). In parole povere una forte esperienza emotiva potrebbe stimolare la liberazione a livello cerebrale, di particolari ormoni (chiamati neuropeptidi), in grado di indurre la produzione di sostanze naturali (citochine) capaci di uccidere le cellule tumorali; ma questa è solo una delle ipotesi che si vanno elaborando. Altri ricercatori ritengono invece che alla base della regressione spontanea di una neoplasia possa esserci un' infezione involontaria, capace di provocare la morte delle cellule tumorali. Altri ancora ipotizzano che si realizzi un cambiamento del comportamento delle cellule neoplastiche in senso benigno. E' certo che ancora molta strada deve essere fatto per riuscire a comprendere meglio questo sorprendente fenomeno, però un dato emerge con forza: per curare la persona non è possibile considerare soltanto l'organo malato. L'uomo è un insieme di tre componenti interdipendenti, anima-mente-corpo, e soltanto una terapia che consideri tutte e tre questi elementi può risultare realmente efficace. Se la guarigione spontanea di un tumore rimane comunque un evento eccezionale e in gran parte inspiegabile, è però vero che una terapia che consideri l'uomo nella sua globalità può potenziare la risposta alle terapie mediche, migliorare la qualità della vita e aumentare la sopravvivenza. Per troppi anni la medicina si è limitata a curare solo l'organo malato, quasi che l'uomo fosse una macchina da aggiustare. Da alcuni anni si ritiene sempre più importante l'influenza della psiche sul corpo tanto che è nata una nuova branca della medicina (chiamata psico-neuro-endocrino-immunologia), che ha aiutato a migliorare l'approccio al malato. Ma probabilmente questo non basta. E' necessario salire un altro gradino per giungere alla dimensione più alta dell'uomo; quella spirituale. Spiritualità che non vuol dire soltanto religiosità, ma anche ricerca dei valori più intimi del proprio Io. Numerosi studi mostrano come vi sia una minore incidenza di malattie nelle persone che curano la propria interiorità, le quali rispondono anche meglio alle terapie ed hanno decorsi più rapidi dopo patologie più o meno gravi *. Sarebbe troppo semplicistico parlare di caso, bisogna invece considerare oggettivamente questi dati e trarne le indicazioni che portino a migliorare il modo di fare medicina. 
Probabilmente la vera sfida della sanità del III millennio sta nel riscoprire la pratica e la cura della dimensione spirituale dell'uomo. E' un cammino difficile e faticoso che deve coinvolgere tutti, medico e paziente, alla ricerca di quell'equilibrio fra anima-mente-corpo da cui dipende gran parte delle capacità terapeutiche del medico, la salute dell'organismo ed, in ultimo ma non per ultimo, la nostra felicità. 
 
* -      The spiritual dimension of cancer care. Surbone A, Baider L. Crit Rev Oncol Hematol. 2009 -      Spiritual issues in support cancer care. Surbone A et al. The MAASCC textbook of cancer supportive care. 2009.

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