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Cuore d'atleta

Spesso l'espressione "cuore d'atleta" si configura con la condizione di un cuore allenato, magari leggermente ingrossato ma sempre nel quadro di una situazione fisiologica e pertanto benigna. Il cuore va incontro ad un adattamento e rimodellamento geometrico condizionato dal lavoro a cui è sottoposto.
Un programma di allenamento intenso e protratto nel tempo provoca modificazioni morfo-funzionali  di tutto il nostro apparato cardiovascolare che si instaurano progressivamente e regrediscono con l'interruzione della pratica sportiva. I meccanismi che provocano questo adattamento sono molteplici e sono soprattutto alcuni tipi di discipline sportive (di resistenza come canottaggio e ciclismo oppure di potenza come sollevamento pesi) che producono le maggiori modificazioni strutturali.
Gli atleti praticanti queste discipline tendono ad avere un cuore più grosso, con cavità più ampia oppure con pareti più ispessite ma sempre in maniera armonica e simmetrica. Talora si delineano situazioni di confine dove non sempre è agevole distinguere un cuore d'atleta (ma pur sempre normale) da un altro con caratteristiche simili ma che sottende invece una malattia del muscolo cardiaco dove l'ipertrofia (l'ingrossamento) non è più fisiologica ma patologica.
Oggi la tecnologia ci permette di guardare più da vicino quelle che sono le caratteristiche funzionali di un cuore ipertrofico. Con l'eco cardiogramma colordoppler tradizionale si valutano non solo le caratteristiche anatomiche nel dettaglio (quindi gli spessori delle pareti e le dimensioni interne delle camere cardiache) ma anche quelle funzionali (studio della funzione contrattile e di rilasciamento) riuscendo a cogliere segni iniziali di disfunzione in cuori la cui ipertrofia sconfina in ambito patologico. Soprattutto grazie all'evoluzione della metodica tradizionale che la tecnica ecocardiografica ci consente di studiare ancora di più approfonditamente le caratteristiche funzionali del muscolo cardiaco sfruttando l'informazione doppler applicata non più al flusso sanguigno ma alla velocità di spostamento della parte del muscolo cardiaco (doppler miocardial velocity).
Generalmente l'espressione "cuore d'atleta" è interpretata positivamente ma qualche volta può generare un po' di confusione ed apprensione in chi teme che la pratica sportiva possa mascherare una situazione patologica anche allo stato iniziale.

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