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Affrontare l'estate

10 consigli per esporsi al sole senza danneggiare la pelle

Durante i mesi estivi compaiono sui giornali dei bollettini che consigliano, in base alle aree geografiche, la durata massima di esposizione giornaliera al sole. E' inoltre frequente ascoltare appelli televisivi che invitano a proteggersi dai raggi ultravioletti ed ad usare moderazione. Per anni il problema sole è stato trascurato mentre l'abbronzatura è diventata una moda a cui le persone dovevano sottostare. In realtà la necessità di proteggersi dalle radiazioni solari è nata con l'uomo: le popolazioni particolarmente esposte al sole, come gli abitanti dei grandi deserti, da sempre usano proteggere con gli indumenti gran parte del loro corpo. Questa nostra necessità istintiva, che negli ultimi anni avevamo soffocato per sottostare ai dettami della moda che imponeva l'abbronzatura ad ogni costo, è invece rafforzata da recenti acquisizioni scientifiche. Infatti numerose ricerche dermatologiche attribuiscono l'invecchiamento cutaneo precoce e l'insorgenza dei tumori della pelle, alle radiazioni ultraviolette (UVA, UVB, UVC). Esposizioni solari intense e ripetute causano importanti danni cellulari il cui effetto si accumula nel tempo, fino a provocare un aumento del numero e della profondità delle rughe, irregolarità nel colore della pelle (le cosidette "macchie solari"), disidratazione e perdita di elasticità. Tutto questo è più evidente nelle zone fotoesposte come il viso, il collo ed il dorso delle mani, dove è anche più frequente l'insorgenza di tumori. Quindi abbronzarsi va bene, ma senza esagerare. E' l'esposizione eccessiva e smodata che può creare problemi. Bisognerebbe prendere l'esempio dagli animali domestici che si espongono volentieri al sole del primo mattino o della tarda sera, ma quando arriva quello di mezzogiorno, si proteggono all'ombra. Quindi impariamo a seguire il nostro istinto aiutandoci anche con le seguenti 10 regole:
1) mai esporsi al sole estivo per motivi voluttuari dalle ore 12 alle ore 16, 2) se si è costretti a rimanere all'aperto in estate nelle ore più calde, è consigliabile indossare cappelli, occhiali scuri ed abiti leggeri e freschi, ma comunque in grado di ripararci dalle radiazioni luminose; 3) se abbiamo la pelle chiara che si arrossa facilmente, con numerose lentiggini o nei ed i capelli biondi o rossi, esponiamoci al sole con particolare cautela, per l'alto rischio di bruciature solari, invecchiamento precoce e facilitata insorgenza di tumori cutanei; 4)in ogni caso utilizziamo sempre filtri solari, preferendo quelli che contengono schermi fisici e non chimici (per il minor rischio di allergie) e assicuriamoci che riportino sulla confezione l'indicazione circa il grado alto, medio o basso dell'efficacia protettiva; 5) non utilizziamo mai per favorire l'abbronzatura preparazioni "fai da te" a base di sostanze naturali (erba o frutta), quali foglie di fico, bergamotto, finocchio selvatico che, aumentando la sensibilità al sole, possono causare ustioni anche gravi; 6) ricordate che non conta soltanto la quantità di sole ma anche la sua qualità. Il sole dei tropici ha una azione maggiore di quello di Viareggio, così come in alta montagna ci sono concentrazioni più alte di raggi ultravioletti dannosi per la pelle; 7) evitate le esposizioni solari brevi ed intense (fine settimana al mare). E' stato infatti dimostrato che questo tipo di comportamento aumenta il rischio di comparsa di tumori cutanei, melanoma compreso, 8) ricordate che la pelle ha una memoria. Recenti studi hanno evidenziato come la cute "memorizzi" tutto il sole che prende. Può così capitare che eritemi ed intolleranze possano comparire anche verso i 30 o 40 anni ed in persone che non ne hanno mai sofferto prima; 9) fate attenzione all'uso di farmaci poiché in alcuni medicine come tranquillanti, antibiotici, diuretici, pomate antistaminiche e/o antinfiammatorie sono contenute sostanze chimiche che, potenziando l'azione dei raggi ultravioletti possono provocare arrossamenti, ustioni o pigmentazioni; 10) in ultimo, ma certamente di importanza primaria, fate particolare attenzione ai bambini:  frequenti scottature solari subite in età infantile, sono a tutt'oggi l'unico fattore di rischio ambientale realmente dimostrato per l'insorgenza del melanoma maligno. Proteggiamo allora i bambini dal sole, con la maglietta o con schermi totali. Il bambino potrà ugualmente giocare con l'acqua e la sabbia e noi avremo tutelato la sua salute futura.
In conclusione non dobbiamo demonizzare il sole che è comunque fondamentale per la nostra vita. Infatti accelera il ricambio cellulare, agisce da disinfettante bloccando la riproduzione di alcuni batteri, stimola la formazione di vitamina D ed è anche un naturale antidepressivo, poiché incrementa la produzione di serotonina, il cosidetto "ormone del buonumore". E' soltanto necessario usare il giusto equilibrio, seguire alcune regole di comportamento e, soprattutto, "ascoltare" il proprio corpo. Se il sole provoca una sensazione di fastidio o di disagio e se la pelle diventa subito rossa con comparsa di eritemi, non dobbiamo sentirci arrabbiati con il mondo, invidiando chi torna dal mare abbronzatissimo. E' il nostro organismo che ci sta parlando, dicendoci che probabilmente non siamo fatti per stare al sole a lungo. Forzare la natura ed esporsi ugualmente, potrebbe creare seri problemi nel futuro. In fondo le vacanze sono un momento di pausa dove ciò che conta non è tanto l'intensità dell'abbronzatura raggiunta, quanto la possibilità di ritrovare le energie fisiche e mentali necessarie ad affrontare con serenità, un nuovo anno di lavoro
                                                                   
Buone vacanze.
                                                     

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